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La conferenza del 10 maggio a Firenze con il Presidente Dick Burke:
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E' un evento da non mancare per nessuna ragione al mondo se davvero hai a cuore il tuo business DHS Club e vuoi trarre da esso un grande reddito mensile.
Un business come il nostro, svolto da ognuno in maniera isolata dal proprio domicilio, ha bisogno di poter cementare le relazioni tra VIP che operano seriamente e tra questi VIP e l'azienda.
Quale miglior occasione dunque per incontrare tutti i VIP della tua Up e Downline oltre ai vari VIP che stanno avendo successo in tutta Italia? E soprattutto, quale miglior occasione per poter ascoltare direttamente dalle parole del nostro Presidente quale straordinario futuro attende il DHS Club e quindi tutti noi?
Tutti i VIP di maggior successo, hanno trovato proprio in una di queste occasioni precedenti, quella piena consapevolezza, quella marcia in, più che gli ha permesso di occupare oggi il ruolo che stanno occupando. Forza quindi, sono certo che lo stesso potrà accadere anche a te. Prenotati subito qui:
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DHS Club: una strategia sicura per aumentare il reddito di milioni d'italiani con Internet
Il Direttore Esecutivo del DHS Club lancia il concetto di "GDD" - Grande Distribuzione Democratica: "chiunque può partecipare alla ripartizione degli utili dei consumi di massa"
31/08/2007 - ROMA - Un mondo dove Consumatori, Organizzazioni no-profit, Aziende e Negozi di ogni tipo, operano in sinergia per migliorare la qualità di vita di milioni di famiglie, aumentando allo stesso tempo il fatturato delle aziende coinvolte. Un sogno? Inizialmente sicuramente si.
Il DHS Club infatti, è nato nel 1997 dal sogno del suo fondatore ed attuale presidente, Richard Burke: unire milioni di persone di tutto il mondo, per aumentarne il potere d'acquisto ed offrirgli allo stesso tempo un'affidabile e concreta opportunità di guadagno.
Il Direttore Esecutivo del DHS Club, Fabrizio Perotti, assicura: "il DHS Club negli ultimi anni ha vissuto un'evoluzione straordinaria ed oggi, grazie al suo esclusivo modello di business all'avanguardia, chiunque semplicemente desideri guadagnare di più, anche avendo poco tempo a disposizione, ha davvero la concreta possibilità di farlo."
E aggiunge: "gli italiani da circa 2 anni stanno mostrando una grandissima attenzione a ciò che stiamo proponendo. Purtroppo per loro", sottolinea Perotti, "molti sono ancora comprensibilmente timorosi a causa di tutto ciò che gli è toccato vedere, di poco serio, nel corso della loro vita. Ma il DHS Club vanta uno storico impeccabile ed offre a tutti, indipendentemente dalla propria esperienza o cultura, una collaudata strategia passo a passo e tutti gli strumenti operativi e gestionali necessari, per raggiungere gradualmente qualsiasi risultato economico si desideri."
Ad appoggiare il suo Direttore, è Giuseppe Francavilla di Torino, imprenditore nel settore metalmeccanico. Da qualche anno si dedica con passione a questo suo secondo lavoro, che oggi sta diventando il primo in termini di reddito: "sono profondamente convinto del fatto che, esattamente com'è stato per me, qualunque persona al mondo potrebbe decidere oggi stesso, di fare un passo concreto per iniziare a migliorare significativamente la propria esistenza. Certo, alcuni requisiti sono da considerare molto importanti: spirito positivo, volontà d'imparare, correttezza, chiarezza di obiettivi e forte motivazione a volerli raggiungere."
L'idea della GDD, la Grande Distribuzione Democratica, si fonda sui principi del "Managed Organizational Marketing", concepito dal DHS Club, Inc. nel lontano 1997, la"preistoria" dell'Internet. Il "M.O.M" per sua stessa natura, ha la peculiarità di unire tutte le parti del mercato, anziché metterle in contrapposizione. I privati, la piccola-media e grande distribuzione, le aziende di qualunque tipo e le organizzazioni non-profit, per la prima volta nella storia hanno la concreta possibilità di operare sinergicamente per migliorare i risultati economici di ogni parte coinvolta.
E' altamente consigliato iscriversi. Fosse anche con l'unico scopo di voler approfondire, con spirito critico, la conoscenza di quest'innovativo quanto articolato ed equo sistema di Marketing. Solo così sarà infatti possibile rendersi personalmente conto della reale dimensione di un'opportunità onesta, etica e legittima, che senza mezzi termini ha indubbiamente la potenzialità di migliorare la qualità di vita di milioni di famiglie. In Italia come nel resto del mondo.
La registrazione è del tutto gratuita, non dà origine a nessun obbligo e può essere cancellata in qualunque momento.
Diffamazione a mezzo Internet.
La diffamazione a mezzo internet sembra essere diventata una pratica comune a chiunque si svegli male la mattina.. Ma non tutti sanno che fortunatamente è severamente punita dal codice penale. La legge ci protegge:
Infatti, la Cassazione Sez. V pen., nella sentenza n° 4741/2000, affronta il problema dibattuto della struttura del reato di diffamazione ex art. 595 c.p., a mezzo internet.
L'art. 595 del codice penale recita:
"Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1032.
Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2064. Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 2064."
La Cassazione, qui considerata, si occupa della impugnazione, proposta dal Procuratore della Repubblica, contro il provvedimento con il quale il Giudice del Riesame di Genova rilevava il difetto di giurisdizione del Giudice italiano, in merito a messaggi, scritti offensivi dell'onore altrui, diffusi tramite un sito internet, pubblicato all'estero.
Il Giudice del Riesame stabiliva che il reato di diffamazione si considerava commesso e consumato nel luogo della pubblicazione del sito internet e, nel caso di specie, all'estero. La Cassazione, in virtù della sentenza de qua, annulla l'ordinanza impugnata, rinviando al medesimo Tribunale del riesame.
La Cassazione conferma un principio già espresso dalla giurisprudenza di legittimità: il reato di diffamazione è un reato di evento e non di mera condotta. Infatti, l'evento, esterno alla condotta dell'agente ( pubblicazione, comunicazione etc. ) è costituito dall'elemento psicologico della percezione dei messaggi offensivi da parte di terzi, potenziali destinatari.
In particolare, i nuovi strumenti telematici ( vedi internet ) consentono una vastissima diffusività dei messaggi immessi in rete. I destinatari possono trovarsi in luoghi non contestuali rispetto al luogo di pubblicazione del relativo sito. La percezione dei messaggi offensivi costituisce l'evento prodotto dalla pubblicazione e comunicazione dei medesimi.
Qualora i messaggi internet, pubblicati in territorio estero, siano recepiti in territorio italiano, sarà competente il Giudice penale italiano in virtù dell'art. 6 c.p. Quest'ultima norma prevede il principio di ubiquità in forza del quale il reato si considera commesso nel territorio dello Stato, qualora in esso si sia verificato, in tutto o in parte, la condotta o l'evento-conseguenza.
Deve altresì considerarsi che in numerosi casi di diffamazione la giustizia civile supplisce a quella penale. Il nostro ordinamento non impedisce infatti al danneggiato che decida di non esercitare il diritto di querela e di non adire quindi le vie penali, di farsi valere in sede civile per il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale subito. La diffamazione infatti costituisce un comportamento illecito anche non tenendo conto della sanzione particolare prevista dal diritto penale.
Come ho sempre messo in preventivo, ve ne ricorderete, il successo porta purtroppo anche a crearsi dei "nemici".
Personalmente però, non mi sento di tollerare questo genere di attacchi meschini e per giustizia nei confronti di così tante persone oneste che quotidianamente s'impegnano per migliorare la propria vita e quella degli altri operando come VIP del DHS Club, credo che ogni attacco di questo tipo debba essere messo in mano al nostro studio legale e perseguito come previsto dalla legge.